Cenni critici dell’operato artistico del Maestro Leonardo Lorettu….prof. Giancarlo Alù.

La Natura secondo la visione dello Spinoza, quella “Natura naturata, intesa come il risultato ultimo dell’attività produttiva di Dio (che è la Natura stessa) e cioè l’ insieme delle manifestazioni, tutte imprescindibili dell’Essenza divina.” E l’Uomo, che fa parte della Natura, assimila in maniera totalmente osmotica,la vera essenza del suo environment. Il Maestro Leonardo Lorettu è un chiarissimo esempio di questo fenomeno, ed essendo un uomo di una sensibilità straordinaria e di un grande talento artistico, produce, anzi, crea attraverso la pittura, quello spirito che i Greci chiamavano “principio vitale” e che s’identifica con la sua terra natale : la Sardegna.

Il Maestro Leonardo Lorettu “è” la Sardegna, così come l’altro Leonardo “è” la Toscana, Claude Monet “è” la Francia, Francisco Goya “è” la Spagna, Grant Wood “è” l’America del Nord e così via.

E le Opere del Maestro Leonardo Lorettu ne sono il più fulgido esempio. La sua capacità di trasferire tutto il mistero di eventi e riti ancestrali, dei monti brulli e delle coste frastagliate e con magico mare blu, della travagliata storia geopolitica di questa incredibile isola, in forma visibile con le sue opere pittoriche, ha qualcosa di miracoloso. Nella Storia dell’Arte universale, forse l’elemento che più colpisce è il rapporto assolutamente interdipendente sia culturale che antropologico tra

l’ambiente, cioè la Natura e l’Uomo. La Natura secondo la visione dello Spinoza, quella “Natura naturata, intesa come il risultato ultimo dell’attività produttiva di Dio (che è la Natura stessa) e cioè f insieme delle manifestazioni, tutte imprescindibili dell’Essenza divina.”

E l’Uomo, che fa parte della Natura, assimila in maniera totalmente osmotica, la vera essenza del suo environment.

Il Maestro Leonardo Lorettu è un chiarissimo esempio di questo fenomeno, ed essendo un uomo di una sensibilità straordinaria e di un grande talento artistico, produce, anzi, crea attraverso la pittura, quello spirito che i Greci chiamavano “principio vitale” e che s’identifica con la sua terra natale : la Sardegna.

I1 Maestro Leonardo Lorettu “è” la Sardegna, così come l’altro Leonardo “è”  la Toscana, Claude Monet “è” la Francia, Francisco Goya “è” la Spagna, Grant Wood “è” l’America del Nord e così via.

Io, purtroppo, ho scoperto la Sardegna solamente in età avanzata e non credo ci sia al mondo una terra in cui la bellezza della Natura e 1o “Spirito”, cioè i caratteri dei suoi abitanti, siano così inviluppati, strettamente uniti, perfettamente in sintonia con se stessi, in maniera così metafisica, storica, antropologica molto più intensamente ed efficacemente di qualsiasi altra regione d’Italia.

E le Opere del Maestro Leonardo Lorettu ne sono il più fulgido esempio. La sua capacità di trasferire tutto il mistero di eventi e riti ancestrali, dei monti brulli e delle coste frastagliate e con magico mare blu, della travagliata storia geopolitica di questa incredibile isola, in forma visibile con le sue opere più oniriche, ha qualcosa di miracoloso.

In una recente importante Mostra di Arte contemporanea, promossa  dall’Assessorato alla Cultura di Olbia e realizzata dall’ARTEMISIA

International Academy di Olbia,  ho avuto l’onore di conoscere personalmente il Maestro Lorettu.

Ed ho conosciuto la Sardegna…..

La fisionomia del vero Artista: un uomo vero, austero nella sua semplicità, di maniere gentili ma sicure, che mi ha illustrato alcune sue mirabili Opere, indicandomele e commentandole come se mi presentasse i suoi figli.

E i suoi figli, cioè le sue Opere sono potenti e semplici nello stesso tempo, tutte con un’aura di solennità e di calore, realizzate con pennellate forti e quasi scolpite nella tela, con colori densi, anche nei bianchi luminosi, che hanno un magico potere di emanare effluvi e voci, rumori e suoni, insomma capaci di immergere il lettore delle sue tele in un magico mondo surreale e metafisico, in un ambiente pieno di colori e vibrazioni, paradossalmente come l’ultimo Kandisky.

Mi piace accennare ad alcune tra le più significative tele del Maestro Lorettu, e mi colpisce quella titolata “Su pastore in su meriagu”.

Tutta la composizione, dico subito è un capolavoro anche per l’architettura in cui la scena si svolge: un pastore che riposa e fuma, seduto, una pipa mentre le pecore pascolano intorno.

I1 maestro Leonardo Lorettu è stato capace di dare a questa banale scena, un’aurea di solenne sacralità: a prima vista ho percepito immediatamente il concetto ultimo cui l’Artista si è ispirato.

Ho visto nel pastore seduto sulle rocce con un bastone in mano, addirittura Zeus padre, una figura neoclassica di Ingres, seduto sul suo trono con un braccio allungato che si appoggia su uno scettro, forse una folgore, in tutta la sua sovranità e dignità regale.

Il volto esprime tutta la maestà e direi la serietà vitale del Dio con profonde rughe sulla fronte e che marcano le guance, gli occhi che meditano sulle vicende umane, e la calma olimpica e serena di chi sà, di chi conosce la Verità, di chi ama la “filosofia” o l’amore della conoscenza.

I1 trono di pietre ha come spalliera solenne due colonne-alberi di sughero che si ergono forti e sullo sfondo altri sugheri che sembrano esultare con le braccia alzate in un movimento ondulatorio, dando all’insieme una sorta di gloriosa esaltazione emotiva.

Un’altra splendida tavola che mi ha impressionato particolarmente è quella detta “Su primu” corsa a cavallo. E’ una scena eroica, direi mitologica che evoca emozioni ancestrali, coinvolgente emotivamente lo spettatore al quale è istintivo lo spostarsi di lato per evitare la forsennata corsa del cavallo.

I1 cavaliere, insieme al suo cavallo sono allo sforzo estremo, uniti come un centauro, un solo corpo cavallo- uomo, è chinato in avanti quasi a tagliarc l’aria, con il corpo un po’ curvato nella corsa e con il braccio destro che si alza con la mano che indica di essere il primo al traguardo.

Per il cavaliere è un risultato scontato, di chi l’ ha fatto mille volte, senza neanche avere il bisogno di togliersi il sigaro dalle labbra.

E poiché il sigaro si fuma con calma, nei momenti di calma, l’averlo tenuto in bocca nella corsa, insieme agli occhiali da sole, stanno a indicare l’assoluta padronanza dell’ azione. Quasi un semidio, e lo stesso cavallo dà l’impressione di essere conscio di questa gloriosa conclusione del suo sforzo.

Novello Pegaso che sembra volare verso la gloria. E così tutte le Opere del Maestro Leonardo Lorettu, hanno lo scent di regalità, di nobiltà, di austerità anche quando rappresenta i costumi coloratissimi e decoratissimi, o addirittura le danze.

Il suo “Ballo sardo” è un fotogramma di una teoria di passi dinamici e incalzarsi, in cui i ballerini sembrano quasi volare nei vortici di una musica veloce e ritmata.

Sembra quasi che la danza ci coinvolga e ci inviti a entrare: mi viene alla mente quel passo dell’ Autobiografia” di Kandinsky, in cui il grande Maestro russo ci narra come prima di entrare in una stanza di una casa amica, si guardò attorno, vedendo i mobili, gli oggetti, i quadri appesi alla parete…

“Quando finalmente attraversai la soglia, fu come se entrassi in un dipinto e ne diventassi parte.

Fu quindi qui che imparai per la prima volta a guardare un quadro non solamente dall’esterno ma a “entrarvi”, a muovermi in giro in esso e mescolarmi con la sua vita.”

Il Maestro Leonardo Lorettu quando rappresenta i mamuthones o le varie maschere del folclore sardo sente nel suo animo ancestrali riverberazioni di rituali di etnie africane delle cerimonie iniziatiche degli Yaka dello Zaire o dei “Lo” dei “Senufo” della costa d’Avorio.

11 tratto del pennello sicuro e forte, marcato, dai colori decisi, senza mediazioni o acquosità, con gli sfondi scuri, tenebrosi dai quali emergono prepotentemente le figure di un neorealismo formale non riconducibile ad alcun maestro del passato, sono le caratteristiche essenziali puramente esteriori del suo carattere.

Ma quello che il Maestro Lorettu vi ha aggiunto non si può facilmente specificare. Infatti egli ha immesso nei suoi costumi, ritratti, cavalcate ecc, tutta l’anima della Sardegna, tutti gli effluvi dei fiori dei monti, tutte le tinte del cielo e del mare così unici, tutti i suoni degli antichi strumenti e dei canti che sono stati cristallizzati nella Regione proprio in virtù del suo essere isola.

E il fatto di essere autodidatta dà maggiore straordinarietà alla sua Arte, che dunque non è inquinata o reggimentata da regole (che non esistono nell’Arte), limitazioni o altri impedimenti che possono provenire da esperienze scolastiche.

L’Arte del Maestro Leonardo Lorettu è come i suoi cavalli e cavalieri lanciati in una folle corsa in cui egli arriverà “su primu”, corsa piena di forza, passione, gioia di vivere, sospinta da ideali, culture, sentimenti che sono parte della ricchezza e non solo metafisica della Sardegna.

Le opere del Maestro Lorettu sono degne di essere annoverate tra le più importanti produzioni artistiche del mondo proprio perché esse sono pure, pregne di vita interiore e, nello stesso tempo, di linfa vitale del tutto umana, scevre da dogmi, da regole che spesso offuscano l’Arte Contemporanea e non permettono all’Artista di volare verso l’Infinito.